Austria: arco, birra e chitarra

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Da sei anni a questa parte aspettiamo con ansia l’arrivo di agosto, per tornare in Austria. Qui abbiamo creato una sorta di raduno di arcieri, che arrivano da tutta Italia, e con alcuni di loro ormai ci si dà appuntamento un anno per l’altro.
Ci troviamo tutti nel paese tirolese di Waidring, sul quale torreggia da una parte lo Steinplatte e dall’altra lo Steinberger, montagne a guardia della valle e dell’albergo, il Tiroler Adler, dove sembra quasi di tornare a casa.
La famiglia Schreder, Florian, Roswitha e Reinhard, con il fido cagnone bianco Bandit, fanno di tutto per farti sentire a tuo agio e sono sempre pronti a soddisfare ogni richiesta.

Una delle cose che ti fa sentire che sei davvero in Austria è la birra: buona, leggera e poco gasata, va giù che è un piacere. Se poi ti innamori della radler sei fritto; alla fine di ogni percorso è bello sedersi e bere una birra commentando i tiri e i campi.

Quest’anno, nella prima settimana, siamo stati in compagnia di Piero e Fiorenzo e il tempo è stato quasi sempre clemente: siamo riusciti a fare otto campi in otto giorni. Nel frattempo sono arrivati Kikko e Kikka da Firenze.
Il primo giorno Piero è arrivato con uno scatolone di cartone. Dopo qualche ora e una doccia ristoratrice, ci viene a chiedere se abbiamo una tripla: no, Piero, ma a che serve? Ci porta in camera sua: ha il pc portatile attaccato, ma siccome si surriscalda, ha portato anche un ventilatore per raffreddarlo. Poi, siccome lo schermo non funziona, si è portato anche uno schermo in più…. Sembrava di stare sulla plancia di Star Trek, mancava solo il Sig. Spock e un attacco dei Klingon….
Meglio fare le parole crociate! Marino tira fuori il suo pacchettino comprato alla Coop, con dentro due volumi di parole crociate a schema in bianco e anche una biro (WOW!) e si accinge a fare il primo schema: apre il volume ma… sono già tutte fatte, a matita!!! Stupore generale e grandi risate, ma del resto la Coop sei tu….

Nella seconda settimana, partiti Piero e Fiore, sono arrivati Titti, Ale, Mila, Antonio, Michela, Alessandro, Sonia e Mario da Firenze e Dino, Donatella e gli zii da Brescia. Praticamente una colonia italiana a Waidring!
Il tempo però non è stato così bello come nella prima settimana e ci ha costretti a qualche giorno di forzata inattività arcieristica. Abbiamo sopperito all’inconveniente gironzolando un po’: siamo stati a Monaco di Baviera, molto carina e raccolta, e ci siamo avventurati sul Gross Glockner, la montagna più alta dell’Austria, ben 3798 metri.

Una sera, per non sentire la nostalgia dell’Italia, ci siamo fatti dare da Florian una chitarra e abbiamo cantato tutto il repertorio possibile e immaginabile, da Battisti a Ligabue, mandando a nanna presto anche gli irriducibili inglesi, che prima hanno tentato di applaudire timidamente, ma alla fine hanno ceduto davanti alla incrollabilità dei validissimi cantanti italiani! Ci mancava solo un falò nel bel mezzo della sala, un cielo stellato e le onde del mare….

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Comunque, dopo aver controllato tutte le previsioni meteo possibili e immaginabili, finalmente siamo riusciti a farci un campo tutti insieme. Abbiamo scelto Siegsdorf perché dopo tanta pioggia ci è sembrato quello più praticabile.

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Purtroppo sono passati alla svelta anche questi quindici giorni e a malincuore siamo tornati a casa: basta birre e Besoffene-Marillen, basta boschi e prati verdi, basta campi di tiro con l’arco sempre diversi ogni giorno, basta mucche al pascolo e balconi fioriti, basta banda al venerdì sera e ragazze con la botticina piena di grappa.
Quando arrivi e vedi la sagoma dello Steinplatte, la funivia che passa sopra la strada e il cartello WAIDRING è il momento più bello. E’ un posto che ormai senti tuo e andare via è sempre triste.
Però abbiamo accumulato tanti ricordi e nuovi amici: l’inverno sarà lungo (e quest’estate non è stata clemente) ma arriverà ancora un’altra estate e di nuovo sarà Waidring!!!

O – O – O – O

Ho riportato qui sotto alcune indicazioni e dei giudizi (miei personali e quindi assolutamente confutabili) sui campi che abbiamo visitato quest’anno. Per completezza di informazione aggiungo che in tutti i campi è presente una Labestation, posto di ristoro, spesso con tavoloni, dove si trova un bidone interrato contenente bibite, acqua, birra e a volte anche degli snacks, al prezzo variabile da un euro a due euro, a seconda di quello che si prende. I picchetti di tiro sono generalmente tre: uno per i compund, uno per i tradizionali e uno per i cuccioli. A meno che non si voglia fare i fighi (come spesso succede anche a noi….) in certi percorsi è consigliabile usare il picchetto consono al proprio arco. Se poi si vuole fare proprio gli sboroni…. beh, allora buona fortuna!

OBERWEISSBACH

 

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Campo a 3 km circa da Waidring, 3 percorsi da 14 piazzole ciascuno, convenzionato con Tiroler Adler.
Si parcheggia appena sotto il gasthof. La partenza inizia dal percorso giallo, quello panoramico.
Mentre gli altri anni era indicato come il percorso più facile, quest’anno è stato molto migliorato: ci sono tiri ad animali piccoli, ma anche ad animali molto grandi, come il gigantesco orso in piedi o il bisonte. Bene ambientato il tiro nella radura con 7 lupi.
Alla fine del percorso giallo inizia quello arancio, che negli anni scorsi era il meno bello. Invece, anche questo è stato migliorato e, benché gli animali siano più piccoli rispetto agli altri due campi, i tiri non sono mai banali.
Anche in questo caso, alla fine comincia il percorso verde, quello più basso nella valle, ma anche quello più aperto.
Quest’anno la prima piazzola è un cervo posto a più di 60 metri in un pratone. Molto d’effetto i tre stambecchi ai quali si tira da una parte all’altra della piccola valle, ma il tiro più spettacolare è sicuramente l’orango (ricoperto di pelo) in uno stretto passaggio e al buio.
Tutti e tre i percorsi non sono per niente faticosi. Il giallo e l’arancio si trovano in un bosco di abeti con un sottobosco di aghi di pino e felci. Le sagome sono tutte ben tenute e molte vengono cambiate anche durante il corso della stagione (l’abbiamo fatto due volte e alcune sagome sono state cambiate).

 

KOSSEN – PERCORSO BASSO

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A circa mezz’ora di strada, 28 piazzole, non convenzionato, prezzo d’ingresso 10 euro.
Dal parcheggio (segnalato con un totem di legno) si prende una stradina che porta ad un ampio pratone dove si trova la baracca e il practical con almeno 20 sagome di animali.
La prima parte del percorso si snoda attraverso un fitto bosco fino ad arrivare al greto del fiume. Dopo alcune piazzole nel punto più basso del percorso, si ritorna alla baracca per proseguire con il resto delle piazzole con un percorso un po’ più impegnativo: ci sono diverse salite che portano alla sommità del bosco, ma il percorso è ben segnalato e tutto in ombra.
Le sagome sono buone e alcune sono nuove. Ogni piazzola è ben studiata, anche come ambientazione: la più divertente è  l’orso appoggiato a un albero che minaccia un uomo arrampicato. La più bella sicuramente l’orango a notevole distanza.
Campo da tenere assolutamente presente.

 

SIEGSDORF (GERMANIA)

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A circa un’ora di strada, 28 piazzole, convenzionato.
Dopo avere attraversato il practical (con bersagli Fita e animali) comincia il percorso. La prima parte è situata all’aperto e, oltre all’animale, c’è anche un bersaglio Fita. Dopo le prime 14 piazzole il percorso si snoda nel fitto bosco di abeti e non ci sono più i bersagli Fita. Questo campo è quasi tutto in piano, con sentieri tracciati nell’erba e ben segnalato. Il tiro più spettacolare è quello ai due bisonti più il cucciolo nel bosco fitto. Ci sono anche quattro altane e un paio di tiri attraverso il laghetto. Uno di questi è un orso a quattro zampe nel fitto della vegetazione: quando scocchi, perdi il volo della freccia nel buio! Nella prima parte le sagome sono un po’ consumate, ma le restanti 14 piazzole hanno animali ben tenuti.
Data la conformità pressoché pianeggiante del percorso e l’assenza di fango, questo campo è adatto anche a giornate di pioggia: l’abbiamo sperimentato e funziona!

 

GLEMMERHOF – VIEHHOFEN

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Campo a circa un’ora di strada, 28 piazzole, convenzionato.
Il percorso è abbastanza impegnativo, anche se è tutto all’ombra. Il bosco, nonostante sia bellissimo, è completamente invaso di sassi e rocce, quindi il rischio di rottura è estremamente alto.
Comunque i tiri sono belli. Di notevole effetto i tre stambecchi nella radura sopra una lastra di roccia e i due orsi nel pratone. Immancabile l’orango (questa volta senza pelo).
Le sagome sono ben tenute e il percorso è segnalato adeguatamente. Nel parcheggio del campo c’è un piccolo negozio che vende materiale arcieristico.
Mio giudizio personale: il campo sarebbe anche bello se non fosse così pieno di sassi (è garantito – per esperienza personale – che ogni freccia fuori si rompe). Lo consiglio solo a quelli che vanno regolarmente in sagoma. Per quel che mi riguarda… non mi vedono più neanche dipinta!

 

 STRUB – PERCORSO ROSSO

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A circa un paio di km, 28 piazzole, non convenzionato, prezzo 15 euro (trattandosi del costo più alto che abbiamo trovato, finito il campo si può fare anche l’altro, quello blu).
Sono molto affezionata ai percorsi di Strub perché sono stati i primi che abbiamo fatto in Austria e sono sempre molto belli. A mio parere  sono i più belli in assoluto tra tutti quelli che abbiamo visitato. Peccato che siano anche i più cari: che tu ne faccia uno o tutti e due, il costo è sempre di 15 euro, ma ne vale la pena.
Entrambi i percorsi cominciano subito ad arrampicarsi sulla montagna con passaggi anche un po’ impegnativi. Al culmine della salita c’è un tiro verso il basso sempre spettacolare e molto lungo. Sul percorso blu solitamente ci sono un bisonte e un orso. Su quello rosso, da qualche anno, c’è un mega orso in piedi. Poi si comincia a scendere verso valle. Mentre per il percorso blu la seconda parte è pressoché pianeggiante, per quello rosso ci sono ancora alcuni saliscendi non impegnativi e soprattutto il tiro della cascata: dall’altra parte della piccola valle c’è un bersaglio in salita, quest’anno uno stambecco, con il fiume che scorre sotto dopo avere formato una cascata quasi di fianco al bersaglio. Il tiro è veramente spettacolare ma se si sbaglia tirando corto, si rischia di finire nel fiume e.. ciao freccia! La mia è rimbalzata sull’animale senza piantarsi e se ne è andata, ma abbiamo visto che ci sono anche altre frecce incagliate nel fiume!
I tiri di questi percorsi sono più sporchi rispetto agli altri, sono tiri veramente da caccia (del resto il proprietario dei campi è un cacciatore e d’inverno in quei boschi ci caccia sul serio) ma è proprio in questo che sta la bellezza dei percorsi. Le sagome sono buone (molte nuove) e molte hanno le corna vere.
Assolutamente da fare!!!

 

LAKOTA – KIRCHBERG

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A 40 minuti, 28 piazzole, convenzionato.
Questo è un campo spettacolare anche dal punto di vista paesaggistico: situato a circa 1300 metri d’altezza, domina le due valli che qui si incontrano, mentre in lontananza si intravedono le cime innevate del GrossGlockner.
Quest’anno il precorso è stato modificato rispetto all’anno scorso, ma rimane sempre uno dei campi più belli.
Le prime piazzole hanno tutte animali piccoli. Si sale fino ad arrivare alla Labestation situata in un pratone da cui si gode una vista magnifica. Da qui si costeggia tutto il prato, fino ad addentrarsi nel bosco, dove si trovano i tiri secondo me più belli: mai in piano, o in salita o in discesa. Il percorso è un pochino impegnativo e in certi punti un po’ al sole, soprattutto verso le ultime piazzole, ma molto ben segnalato. Le sagome sono buone.
Non può mancare nell’elenco dei campi da provare.

 

GIGL – KIRCHBERG

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A 40 minuti, 30 piazzole + 1 speciale, non convenzionato, prezzo 10 euro, compound non ammessi.
Bellissimo campo in un bosco di abeti con un fittissimo sottobosco di soffici aghi di pino e una mirtillaia sterminata, per niente faticoso perché si sale sempre molto dolcemente.
Le piazzole hanno tutte una ambientazione azzeccatissima, come il puma che litiga con l’orso o la marmotta acquattata sotto un tronco. Ad un certo punto si arriva ad una altana dalla quale si tira a quattro orsi in piedi che stanno circa 40 metri più sotto. Da qui si scende e si costeggia un fiumiciattolo; c’è una cascata ed un salmone appeso davanti: è la piazzola speciale, a rischio e pericolo dell’arciere che si vuole cimentare, dato che se la freccia non va a bersaglio, il fiume la porta via….. la mia sarà ormai a Innsbruck! Poi c’è un ragno gigante mobile che scende piano da un albero, un bisonte al quale bisogna tirare attraverso il fiumiciattolo, una tigre e l’orango in cima a una collinetta (deve essere molto richiesto qui in Austria, visto che è il quarto campo che ce l’ha!).
Comunque questo è veramente un campo bellissimo, sia per i tiri, per le sagome, per le ambientazioni, per i percorsi. Ci torneremo sicuramente!

 

ENTERWINKL – MARIA ALM

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A 40 minuti, 30 piazzole, convenzionato.
Avevamo fatto questo campo già lo scorso anno e ci era piaciuto molto. All’arrivo c’è sempre il gestore, Kurt, che è di presidio nella baracca-negozio, dove costruisce sagome e vende materiale arcieristico.
Il percorso è in un bel bosco (ma come si sarà capito, qui in Austria è difficile, se non impossibile, trovare dei campi che non sono nei boschi…..) e a parte qualche sagoma strana, come il cobra o il serpente arrotolato su un ramo, i tiri sono belli e a volte ingannevoli…. tipo un coniglio gigante con le corna, coperto da un dosso e parzialmente occultato ai lati da due cespugli, in modo che non si capisca che animale sia. Io e Marino ci abbiamo perso due frecce, convinti che fosse il dorso di un cervo……
Alla sommità del percorso c’è un elk su una collinetta. Visto dal basso sembra normale (vedi foto sopra), ma quando ti avvicini per recuperare le frecce, ti rendi conto del perché le tue frecce sono andate tutte incredibilmente basse e soprattutto delle sue reali dimensioni:

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E quello che è più incredibile è che è UN PEZZO UNICO!!! Fantastico!
Finito il percorso, Kurt ti accoglie con una bella birra fredda (ovviamente a pagamento!) e si ferma a parlare volentieri, facendoti anche vedere le sagome che costruisce lui, con tanto di dimostrazione con la freccia: quando la togli dal bersaglio il buco si richiude. Peccato che costino parecchio e che da noi non siano omologate!
Questo è un campo sempre molto divertente, non particolarmente faticoso, con animali nuovi o poco consumati: estremamente consigliabile!!!

O – O – O – O

Spero di avere fornito delle indicazioni utili a chi volesse trascorrere qualche giorno di vacanza in questi luoghi. Se volete approfondimenti non esitate a chiedere. Se volete commentare o fare aggiunte non esitate a farlo!!!

Una risposta a “Austria: arco, birra e chitarra

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